More servicesWindows Live
HomeHotmailSpacesOneCare
 
MSN
Sign in
 
 
Spaces home  SPAZIO AUTOGESTITOPhotosProfileFriendsMore Tools Explore the Spaces community
View space
Sebastiano
View space
VaLeRia
View space
Adrian Crimine impunito
View space
Renzo
View space
NAVAROS
View space
Giulia
View space
krizia
View space
MrsRose

SPAZIO AUTOGESTITO

Si consiglia la visione di questo blog ad un pubblico di soli adult(er)i.
July 24

Un piccolo contributo per la pace in Palestina [In appoggio all'Hermano Vittorio]

  
 
 
 
Fra poco meno di due settimane cercherò di entrare a Gaza.
Con una quarantina di attivisti per i diritti umani provenienti da 15 paesi diversi, compresi palestinesi e israeliani, e un carico di aiuti umanitari abbiamo deciso di sbarcare sulle coste della Palestina.
Il primo di agosto ci ritroveremo a Cipro, e il 5 salperemo su alcune barche che abbiamo acquistato verso Gaza,  laddove ci attendono i rappresentati di una decina di ONG che ci hanno invitato. (fra cui the Palestinian Red Crescent Society in the Gaza Strip, the Palestinian Medical Relief Society, the Palestinian Centre for Human Rights and the Gaza Community Mental)
 
La condizione umanitaria di un milione e mezzo di palestinesi, uomini donne e bambini incarcerati illegalmente in Gaza è catastrofica,
la peggiore degli ultimi 40 anni di occupazione israeliana.
Nonostante Israele dichiari che Gaza non è più occupata, di fatto nega alla vasta maggioranza della popolazione l'accesso al lavoro, agli spostamenti, all'educazione, alla sanità, e al diritto di ricevere visitatori.
 
Abbiamo provato a ritornare in Palestina per terra.
Ci abbiamo riprovato per aria. Nonostante io come i miei compagni siamo tutti pacifisti che professano la non violenza, siamo stati arrestati, incarcerati e ingiustamente processati dinnanzi alle corti israeliane.
Adesso ci siamo fatti seri, via mare salperemo per Gaza.
 
Navigando su acque internazionali,
ed essendo invitati dai palestinesi,
non abbiamo ritenuto doveroso informare Israele.
 
Le leggi internazionali dichiarano esplicitamente che abbiamo tutti i diritti di andare a visitare Gaza.
 
Il parlamentare palestinese al-Khudari ha sottolineato che "ricevere la nave che arriva per rompere l’assedio è un diritto del popolo palestinese. Essa giunge attraverso le acque nazionali, e nessuno potrà intromettersi, né Israele né altri".
 
Il nostro obbiettivo è quello di rompere l'assedio israeliano di Gaza, dimostrando tutta la nostra solidarietà alla popolazione palestinese.
Importando a Gaza contemporaneamente ai beni di prima necessita noi stessi,
insegnanti, medici, operatori umanitari e attivisti per i diritti umani.
 
Con noi ci saranno alcuni sopravvissuti della nakba,
la "catastrofe" palestinese,
e Hedy Epstein, 84enne sopravvissuta all'olocausto.
 
I premi Nobel per la pace Desmond Tutu, Jimmy Carter e Mairead Maguire hanno ufficialmente espresso il loro sostegno alla missione (link: il supporto di Desmond Tutu), così come diversi parlamentari inglesi (. In the UK, MPs Jeremy Corbyn and Lynne Jones, MEP Caroline Lucas, and retired MP Alice Mahon have all expressed support for this project. )
 
Il regista inglese Ken Loach ci ha inviato un suo contributo in sterline e ha espresso il suo supporto.
 
Sappiamo a quali notevoli rischi andiamo incontro,
ma siamo al contempo parecchio stanchi e frustrati dell'inerzia della comunità internazionale,
è ora che qualcuno si muova per cercare di frenare il lento genocidio di un milione e mezzo di innocenti.
 
Non ne possiamo più di far finta di niente,
di girarci dall'altra parte dinnanzi alle stragi quotidiane,
alla vista di quell' immensa prigione a cielo aperto che oggi è Gaza.
 
Cercando di rompere l'assedio,
vogliamo restituire ai palestinesi una parte della loro libertà negata. Quella sovranità della Palestina sancita dall'Onu e dalle leggi internazionali.
Porteremo con noi delle reti,
e se riusciremo a sbarcare per prima cosa porteremo a pescare con noi i pescatori palestinesi,
oggi ridotti a bersagli galleggianti per i cecchini sulle navi da guerra israeliane.
Sulla via del ritorno verso Cipro, vogliamo portare con noi tutti quei palestinesi che necessita di cure mediche urgenti ed immediate.
 
Qualunque sia l'esito della nostra missione,
che il nostro gesto, il nostro determinato sacrificio,
possa smuovere ulteriormente le coscienza di un mondo adulterato dall'arroganza dell'indifferenza.
 
Ci sono terribili catastrofi naturali a questo mondo, come terremoti e uragani, inevitabili.
A Gaza è in corso una catastrofe umanitaria perpetrata da Israele ai danni di un popolo che vorrebbe ridotto alla più completa miseria, sottomissione.
Il mondo intero non può ignorare questa tragedia, e se lo fa, non includeteci in questo mondo.
Chiediamo solo che alcune semplici imbarcazioni approdino a Gaza con il loro carico di pace, amore, empatia,
che a tutti i palestinesi siano concessi gli stessi diritti di cui godono gli israeliani,
e qualsiasi altro popolo del pianeta.
 
Soffiate sulle nostre vele, remate con noi,
la giustizia e la libertà sono diritti spogliati di cittadinanza,
riguardano l'intera comunità di esseri umani senza esclusione alcuna.
 
Restiamo umani,
Vittorio Arrigoni(attivista per i diritti umani e blogger)
 
website della missione: http://www.freegaza.org/
 
BUON VIAGGIO HERMANO VITTORIO E BUONA FORTUNA!
ALESSANDRO
 
  
 

Il documento-denuncia, ripreso da una bambina, è stato diffuso dall'associazione pacifista B'Tselem. Il giovane palestinese viene ferito ad una gamba mentre ha le mani legate e gli occhi bendati. L'episodio sarebbe avvenuto due settimane fa, alla presenza di un tenente colonnello dell'esercito israeliano. I militari hanno aperto un'inchiesta e il soldato è stato fermato.

Il soldato inquadrato nel documentario è stato arrestato e quasi immediatamente scarcerato da una decisione della corte militare israeliana, ed è tornato a servire nell'esercito. In compenso, il padre della ragazza è stato arrestato.[leggi l'articolo]

July 17

La Strada di Giorgio Gaber

Oggi voglio dedicare a tutti questa canzone di Giorgio Gaber. Il perchè? E' molto semplice: questa è una canzone che parla d' amore, di libertà, di voglia di superare i propri limiti, in un certo senso di "lotta". Di lotta per tutto e non contro tutto, per dimostrare i propri ideali, per trovare appunto la propria strada ed il proprio "io". Ed in questo periodo, oserei dire buio, ci servirebbe proprio di ritrovare la nostra strada e forse una canzone ci può dare un consiglio su come rientrare in carreggiata.

 

Vostro, di tutto cuore,

Alèxandros

 

P.S. Qui sotto vi lascio anche il testo della canzone; vi consiglio di cantarla ad alta voce, è probabile che dopo vi sentirete molto meglio o per lo meno a me accade questo.

 

 

 

 

 

 

 

[parlato] Maria, ti amo.
Maria, ho bisogno di te.
Poi la stringo e la bacio, infagottato d'amore e di vestiti. E anche lei si muove, felice della sua apparenza e del nostro amore. E la cosa continua bellissima per giorni e giorni. Una nave, con una rotta precisa che ci porta dritti verso una casa, una casa con noi due soli. Una gran tenerezza e una porta che si chiude.

Nelle case non c'è niente di buono
appena una porta si chiude dietro a un uomo
succede qualcosa di strano, non c'è niente da fare
è fatale, quell'uomo comincia ad ammuffire.
Basta una chiave che chiuda la porta d'ingresso
che non sei già più come prima
e ti senti depresso.
La chiave tremenda, appena si gira la chiave
siamo dentro a una stanza:
si mangia, si dorme, si beve.

Ne ho conosciute tante di famiglie, la famiglia è più economica e protegge di più. Ci si organizza bene, una minestra per tutti, tranquillanti, aspirine per tutti, gli assorbenti, il cotone, i confetti Falqui. Soltanto quattrocento lire per purgare tutta la famiglia. Un affare. Si caga, in famiglia. Si caga bene, lo si fa tutti insieme.

Nelle case non c'è niente di buono
appena una porta si chiude dietro a un uomo
quell'uomo è pesante e passa di moda sul posto
incomincia a marcire, a puzzare molto presto.
Nelle case non c'è niente di buono
c'è tutto che puzza di chiuso e di cesso:
si fa il bagno, ci si lava i denti
ma puzziamo lo stesso.
Amore ti lascio, ti lascio.

C'è solo la strada su cui puoi contare
la strada è l'unica salvezza
c'è solo la voglia e il bisogno di uscire
di esporsi nella strada e nella piazza
perché il giudizio universale
non passa per le case
le case dove noi ci nascondiamo
bisogna ritornare nella strada
nella strada per conoscere chi siamo.

C'è solo la strada su cui puoi contare
la strada è l'unica salvezza
c'è solo la voglia e il bisogno di uscire
di esporsi nella strada, nella piazza
perché il giudizio universale
non passa per le case
e gli angeli non danno appuntamenti
e anche nelle case più spaziose
non c'è spazio per verifiche e confronti.

[parlato] Laura, ti amo.
Laura, ho bisogno di te.
Con te io ritrovo la strada, le piazze, i giovani, gli studenti. Li avevo lasciati qualche anno fa con la cravatta. Sono molto cambiati, sono molto più belli. Le idee, sì, le idee sono cambiate, e i loro discorsi e il modo di vestire. Gli esseri meno. Gli esseri non sono molto cambiati. Vanno ancora nelle aule di scuola a brucare un po' di medicina, fettine di chimica, pezzetti di urbanistica con inserti di ecologia, a ore pressappoco regolari. Ed esiste ancora il bar, tra un intervallo e l'altro. E poi l'amore, per fabbricarsi una felicità. Come noi ora. Una coppia, e ancora tante coppie.
Unica diversità, un viaggio in India su una Due cavalli. Due, come noi.

E poi ancora una porta, ancora una casa
ma siamo convinti che sia un'altra cosa
Perché abbiamo esperienze diverse
non può finir male
perché abbiamo una chiave moderna
abbiamo una Yale
perché è tutto un rapporto diverso
che è molto più avanti
ma c'è sempre una casa, con altre aspirine e calmanti
e di nuovo mi trovo a marcire
in un'altra famiglia, la nostra, la mia
abbracciarla guardando la porta
e la mia poesia.
Amore, ti lascio, vado via.

C'è solo la strada su cui puoi contare
la strada è l'unica salvezza
c'è solo la voglia, il bisogno di uscire
di esporsi nella strada, nella piazza
perché il giudizio universale
non passa per le case
in casa non si sentono le trombe
in casa ti allontani dalla vita
dalla lotta, dal dolore, dalle bombe.

[parlato] Lidia, ti amo.
Lidia, ho bisogno di te... ma, per favore, in un hotel meublé.

Perché il giudizio universale
non passa per le case
le case dove noi ci nascondiamo
bisogna ritornare nella strada
nella strada per conoscere chi siamo.

C'è solo la strada su cui puoi contare
la strada è l'unica salvezza
c'è solo la voglia, il bisogno di uscire
di esporsi nella strada, nella piazza.
Perché il giudizio universale
non passa per le case
in casa non si sentono le trombe
in casa ti allontani dalla vita
dalla lotta, dal dolore, dalle bombe.

...Perché il giudizio universale
non passa per le case
in casa non si sentono le trombe
in casa ti allontani dalla vita
dalla lotta, dal dolore, dalle bombe.

July 15

VERGOGNA!

Sette anni dopo i fatti di Genova, il verdetto del tribunale: chiesti 80 anni, condannati 24
Tra indulto e prescrizione, nessuno in prigione. I ministeri dovranno risarcire i danni

G8, a Bolzaneto non fu tortura
Solo 15 condannati, trenta assolti

La Procura: "Qualcosa di grave nella caserma è successo. Mai più fatti del genere"


G8, a Bolzaneto non fu tortura Solo 15 condannati, trenta assolti

Il presidente della corte legge il verdetto

ROMA - A sette anni dalle violente nel "carcere provvisorio" di Bolzaneto, i giudici di Genova pronunciano la sentenza contro i 44 ufficiali, guardie carcerarie e medici imputati di aver sottoposto a sevizie più di duecento no global. Dopo dieci ore di camera di consiglio, il verdetto cancella l'ipotesi di crudeltà e tortura sostenuta dalla Procura. Assolve trenta imputati, ne condanna solo 15. Contro una richiesta di poco meno di 80 anni di reclusione, i giudici ne hanno inflitto solo 24 e, grazie alla prescrizione e all'indulto, nessuno dei condannati finirà in galera.

LE RICHIESTE DEI PM E LA SENTENZA

Alessandro Perugini, l'ex numero 2 della Digos genovese, imputato in un altro procedimento perchè sorpreso dall'obiettivo di un fotografo mentre tirava un calcio in faccio ad un adolescente, la Procura aveva chiesto tre anni e mezzo. E' stato condannato a 2 anni e 4 mesi. Un altro vice-questore genovese, Anna Poggi, è stato condannato a 2 anni e 4 mesi contro i 3 anni e mezzo richiesti dal pm. Giacomo Toccafondi, il medico coordinatore del servizio sanitario a Bolzaneto, ha subito una condanna ad un anno e 2 mesi contro i 3 anni e mezzo richiesti dall'accusa. La sentenza più pesante è stata inflitta a Antonio Gugliotta, l'ispettore di polizia penitenziaria responsabile della sicurezza nella caserma: cinque anni, come richiesto dall'accusa, per aver picchiato con il manganello i giovani no global. Accolta la richiesta della Procura anche per Massimo Pigozzi l'agente accusato di aver lacerato la mano ad uno degli arrestati: 3 anni e 2 mesi contro i 3 anni e 11 mesi richiesti dai pm.

Risarcimenti per quindici milioni. Tra gli assolti, l'attuale generale della polizia penitenziaria, Oronzo Doria, all'epoca dei fatti colonnello, che la Procura voleva condannato a 3 anni e mezzo. Condannato il ministero degli Interni e quello della Giustizia a pagare i danni materiali e morali subito dalle parti civili. In media, settantamila euro per ognuno delle 209 vittime accertate. In totale circa quindici milioni di euro.
 
La Procura: "Qualcosa di grave è successo". Laconico e imbarazzato il commento della Procura alla sentenza shock: "E' stato riconosciuto che qualcosa di grave nella caserma di Bolzaneto è successo", ha detto il pm Vittorio Ranieri Miniati che, insieme a Patrizia Petruzziello, ha sostenuto l'accusa. "Il tribunale - ha proseguito il magistrato - ha ritenuto di assolvere diversi imputati. Leggeremo la sentenza e valuteremo se fare appello. E' stata comunque riconosciuta l'accusa di abuso d'autorità".

"Mai più fatti del genere". Dura era stata la requisitoria della Procura: un elenco infinito e raccapricciante di "sofferenze fisiche e morali" inflitte senza "nessuna giustificazione": "Le persone erano arrestate; la guerriglia urbana era finita da tempo. Nessuno di loro - aveva spiegato la Procura ai giudici - si era ribellato o aveva fatto resistenza. Erano inermi". Eppure mancò "rispetto, e il riconoscimento dei diritti". Picchiati; umiliati; messi a carponi e fatti abbaiare come cani; offesi; costretti a stare ore su una gamba soa; rapati o insultati. "Speriamo - aveva concluso la requisitoria il pubblico ministero - che nel nostro Paese non si ripetano mai più fatti del genere".

(14 luglio 2008)
 
 
July 13

CIAO GIANFRA'!

Il conduttore televisivo, 76 anni, si è spento a Milano a causa di problemi cardiaci
L'ultima volta in tv era stata nell'aprile del 2006, su RaiUno, con "Apocalypse Show"

E' morto Gianfranco Funari
addio al "cattivo presentatore"

di ALESSANDRA VITALI


<b>E' morto Gianfranco Funari<br/>addio al "cattivo presentatore"</b>

Gianfranco Funari

ROMA

- Gianfranco Funari, autore e showman televisivo, è morto questa mattina nell'ospedale San Raffaele di Milano, dove era ricoverato da 5 mesi per gravissimi problemi cardiaci e polmonari. Aveva 76 anni. Dagli inizi come croupier, e poi come cabarettista, aveva via via conquistato grande popolarità in televisione ritagliandosi il ruolo di conduttore-opinionista dallo stile diretto, caustico, aggressivo, non di rado volgare. Un atteggiamento che ha spesso suscitato polemiche e lo ha reso oggetto di attacchi da più parti. Ma anche di riconoscimenti: "Ha cambiato il rapporto fra la tv e il pubblico", ha commentato a caldo Pippo Baudo, frale prime reazioni

alla notizia della sua scomparsa. Gli piaceva definirsi "il giornalaio più famoso d'Italia". La sua interpretazione della comunicazione televisiva: "Per essere eccezionali bisogna marscherarsi da normali, abbassarsi al gradino più basso, corteggiare senza pudore le casalinghe". Ma sosteneva anche che "la televisione è come la m..., bisogna farla ma non guardarla".

LA VIDEOINTERVISTA A REPUBBLICA TV

FOTO: UNA CARRIERA PER IMMAGINI

VIDEO: LA STORICA IMITAZIONE DI CORRADO GUZZANTI


VIDEO: FUNARI CANTA "A MUSO DURO" DI BERTOLI

"Era tanto più grande di me, ma mi ha dato l'energia che solo un ragazzo poteva darmi. L'ho amato tanto e mi ha insegnato tanto": così la moglie, Morena, subito dopo la morte del conduttore. Populista e popolare, provocatore col gusto della rissa televisiva, della quale è stato un anticipatore, teleimbonitore carismatico, Funari ha occupato oltre vent'anni della tv italiana da protagonista discusso. Amato da casalinghe e pensionati, è stato anche il simbolo di una tv al limite del trash, quella dei dibattiti diAboccaperta

, storica trasmissione degli anni Ottanta, alla quale molti altri programmi sono debitori anche se non dichiarati. Erano i tempi di "Dàmme la due" urlato al cameraman, e di "Che mortadella, riga' (ragazzi,ndr

)", immortalati in una geniale parodia di Corrado Guzzanti.

Nato a Roma da un padre vetturino, Gianfranco Funari lavora come croupier a Saint Vincent (e anche a Hong Kong). Durante alcune esibizioni amatoriali nei locali romani viene notato da Oreste Lionello che gli propone di lavorare con lui nel cabaret. Entra anche nel giro del Derby di Milano, dove si esibisce alla fine degli anni Sessanta con monologhi di satira di costume. Il debutto in tv risale al 1970, in La domenica è un'altra cosa, ma la sua prima conduzione è del 1980:Torti in faccia

, su Telemontecarlo, del quale è anche autore. La stessa formula, l'anno successivo, fa la fortuna diAbocc

aperta, il programma che Funari, nel 1984, porta su RaiDue, riscuotendo un enorme successo.

<b>E' morto Gianfranco Funari<br/>addio al "cattivo presentatore"</b>

Gianfranco Funari
ai tempi di Fininvest


La sua popolarità continua a crescere con i programmi della fascia meridiana come Mezzogiorno è, su RaiDue, dal 1987 al 1990. Ma un invito a La Malfa, non gradito dai vertici di viale Mazzini, gli costa l'allontanamento dall'azienda. Passa quindi alla tv commerciale con Mezzogiorno italiano, su Italia 1 (nel 1991). Ma anche stavolta, a causa di alcuni dissapori con Silvio Berlusconi, viene allontanato dall'allora Gruppo Finivest. Non ce la fa a stare lontano dal video. Trova un espediente: propone una trasmissione, Zonafranca, che va in onda su 75 emittenti locali sparse in tutta Italia. Nel circuito delle locali, ad Antenna3, conosce Morena Zapparoli, che diventerà la sua terza e ultima moglie.

Il ritorno al Gruppo Fininvest risale alla stagione 1993-1994, su Retequattro, con Funari News, Punto di svolta e L'originale. La sua critica politica si fa più serrata. Soprattutto nel periodo di Mani Pulite, quando Funari attacca partiti e personaggi coinvolti. Intervisterà anche Bettino Craxi, condannato in contumacia, ad Hammamet.

Dopo una breve e sfortunata parentesi come direttore del quotidiano L'Indipendente e il fallimento delle trattative con la Rai e i grandi network privati, Funari passa a Odeon Tv, con il programma di mezzogiorno, L'edicola di Funari, e la striscia quotidiana Funari Live nel pomeriggio. Nel 1996 torna a RaiDue come conduttore della discussa trasmissione Napoli capitale, talk show che offre ai candidati alle elezioni un'arena per sfogare frustrazioni e rancori. Con la chiusura - fra le polemiche - del programma, inizia una lunga lontananza dal piccolo schermo. Si candida a sindaco di Milano (candidatura poi ritirata a causa, a suo dire, di "violentissime pressioni" subite), fa il critico televisivo per Il Borghese, alcune ospitate in programmi altrui.

Si sottopone a un intervento al cuore e la sua salute diventa lo spunto per un attacco alla sanità pubblica durante la trasmissione Per tutta la vita, condotta su RaiUno da Fabrizio Frizzi, che suscita la risposta in diretta del ministro della Sanità Rosy Bindi. Il Tg1, durante un servizio, aggiunge degli applausi virtuali alle parole del ministro e il caso viene denunciato da Striscia la Notizia. E' di nuovo polemica.

L'esilio sembra concludersi nel 2000, quando passa dal ruolo di ospite fisso a quello di conduttore della trasmissione di Canale 5 A tu per tu (dal lunedì al venerdì alle 11.30): chiamato a ridare vitalità ad una trasmissione nata morta con la coppia Ruta-Clerici, prova a ritrovare i fasti di un tempo nella fascia oraria in cui in passato ha dato il meglio di sé, quella delle casalinghe. Ma il programma si esaurisce nel corso di una stagione e Funari viene di nuovo ricacciato verso emittenti minori.

Ospite di vari programmi nell'ultimo periodo - da Chiambretti, da Mentana e da Bonolis e a Le Iene - Funari continua a dire la sua con grande enfasi e gusto della provocazione, magari fumando la fatidica ultima sigaretta. "Sto morendo, ma mi auguro di poter morire con tanta serenità da poter sottrarre a mia moglie con un sorriso il dolore che le provocherò", disse nel 2005 a Il senso della vita, invitando i giovani a non fare come lui: "Ho cinque by pass, ragazzi, vi prego, non fumate. Ve lo dice uno che fuma, perché già mi sono giocato la vita".

Per buona parte della vita Funari è stato uno spaccone: appartamento faraonico con vista sui Fori Romani, una Bentley, l'ostentazione di un benessere dopo origini modeste. Dopo undici anni di silenzio è tornato al sabato sera di RaiUno con Apocalypse show, scritto con Diego Cugia. Un "grande evento" che si era rivelato un flop, battuto negli ascolti da Gerry Scotti e dalla sua Corrida.

(12 luglio 2008)

 

Fonte: Repubblica.it

July 12

«Critico chi voglio. E la gente applaude» La lettera di Sabina Guzzanti

Caro Direttore, per tutti quelli scioccati dalla stampa di questi giorni, voglio rassicurare: non siete impazziti e non sono nemmeno impazziti i giornali. La questione è molto semplice, questo sistema fradicio e corrotto vede nell'eliminazione del dissenso l'unica possibilità di salvezza. Scrive Filippo Ceccarelli su Repubblica in relazione al mio intervento a piazza Navona: «Nulla del genere si era mai visto e ascoltato a memoria di osservatore». Questa cosa, Ceccarelli, si chiama libertà. Non hai mai visto una persona che chiama le cose col suo nome, anche quelle di cui tutti convengono sia assolutamente vietato parlare, come l'ingerenza inaccettabile del Vaticano nella vita politica del Paese e nelle vite private dei cittadini italiani. Caro Ceccarelli, hai fatto un'esperienza straordinaria. Col tempo apprezzerai la fortuna di esserti trovato lì l'8 luglio.

Quello che hanno visto i presenti e gli utenti di internet è una piazza ricolma di gente, che è stata in piedi per tre ore ad ascoltare e ad applaudire entusiasta. Gli interventi più criticati dai media sono quelli che hanno avuto indiscutibilmente più successo. Nel mio intervento, al contrario di quello che tanti bugiardoni hanno scritto, gli applausi più forti sono stati sulle critiche alla politica del Vaticano e le frasi più forti fra quelle sono state applaudite ancora di più. Questa manifestazione è stata il giorno dopo descritta come un fallimento, un errore, un autogol. Stampa e tv hanno tirato fuori il manganello e con i mezzi della diffamazione, della menzogna e dell'insulto stanno cercando di scoraggiare chi ha partecipato, a continuare. Alcune ovvie piccole verità: — A sinistra si lamentano del fallimento della manifestazione quando l'unico elemento di insuccesso è costituito dai loro stessi interventi. Se non avessero parlato in tanti di insuccesso a dispetto dei fatti, la manifestazione sarebbe stata percepita per quello che è stata: un successone. — Berlusconi e i suoi sono furiosi per quanto è accaduto e il sondaggio che direbbe che Berlusconi ci ha guadagnato lo ha visto solo Berlusconi.

Quello che dice potrebbe non essere vero. — L'intenzione di espellere Di Pietro era già evidente da parte del Pd e non è per me e Grillo che i due si sono separati. Pare che Veltroni gli preferisca Casini. Non è una battuta. — Le parlamentari che hanno difeso la Carfagna sostenendo che io in quanto donna non posso attaccare un'altra donna, insultando me sono cadute in contraddizione. — Pari opportunità e Carfagna sono due concetti incompatibili come Previti e giustizia. — È falso che non si possa criticare il presidente della Repubblica. Si può e ci sono buone ragioni per farlo ad esempio impugnando il parere dei cento costituzionalisti sul Lodo Alfano. — È falso che non si possa criticare e attaccare il Papa. Si può e ci sono buone ragioni per farlo. Ho letto un po' dappertutto che il Papa sarebbe una figura super partes. Super partes non è uno che si schiera con tutte le sue forze su ogni tema, dalla scuola ai candidati alle elezioni, alla moda e alla cucina, con interventi spesso molto al di sotto delle parti, cosa su cui anche la Littizzetto, esimia collega, ha efficacemente ironizzato. — La reazione furibonda di tutto il mondo politico alle parole di alcuni liberi pensatori, dimostra che gli interventi fatti sono stati importanti ed efficaci. La repressione dei media rivela la debolezza politica di una classe dirigente che in entrambi i poli è nata a tavolino. Gli unici elementi che hanno una oggettiva radice popolare e sono rappresentati in Parlamento allo stato attuale, sono Lega e Di Pietro.

E crescono. Berlusconi e Pd calano vertiginosamente. — C'è un partito finto, il Pd, nato senza idee, tranne quella di fondere due partiti per ingrandirsi con lo stesso criterio con cui si accorpano le banche per essere più forti. Questo partito votato controvoglia dalla maggioranza dei suoi elettori si è rivelato fin dai primi passi un soggetto politico artificiale, che somiglia più a un «corpo diplomatico» che altro. Molti dei vip che lo hanno sostenuto ora sono colti da attacchi isterici constatando che non sta in piedi. Dall'altra parte ci sono delle idee che vogliono essere rappresentate e discusse. Idee davvero alternative a quelle del centrodestra. La qual cosa, nel momento in cui si cerca di costruire un'alternativa, ha la sua porca importanza e fa sì che queste idee vengano considerate oggettivamente interessanti dall'opinione pubblica. Per quanto riguarda l'annosa questione: «Può un comico fare politica?», si tratta anche qui di una domanda che non esiste in natura. È ovvio e tutti sanno che chiunque parli a un pubblico fa politica. È ovvio che la politica in una democrazia la fanno tutti. Ma la vera domanda che si pone è: può un comico ottenere molto più consenso politico di un politico? Può il discorso di un comico essere molto più politico di quello di un politico? I fatti dicono di sì e tocca abbozzare. Potete anche continuare a menare le mani, ma sarebbe meglio fare uno sforzo di comprensione. D'altra parte parlo per me ma credo anche a nome degli altri, le nostre idee sono lì e si possono usare gratuitamente. Approfittatene.

Sabina Guzzanti
11 luglio 2008

 

Fonte: Corriere.it

 

 PARTE DELL'INTERVENTO DELLA GUZZANTI

 

 

 

ALTRI INTERVENTI:

Beppe Grillo: Parte1, Parte2

Marco Travaglio

Andrea Camilleri

Ascanio Celestini

Paolo Flores D'arcais

Sabina Guzzanti: Parte 1, Parte 2

Antonio Di Pietro

Salomone "Moni" Ovadia

July 06

NAZIROCK: COME SDOGANARE LA SVASTICA E I SALUTI ROMANI

 

"Vi hanno impedito di vederlo al cinema. Ma lo trovate in libreria, pubblicato da Feltrinelli Real Cinema.

Forza Nuova, a Roma, è riuscita a spaventare i gestori del Cinema Politecnico Fandango, che avrebbe dovuto programmare Nazirock dal 4 aprile. E a Milano quelli del Cinema Anteo." (Continua a Leggere)

Claudio Lazzaro

 

 

NAZIROCK

Un film documentario di Claudio Lazzaro

(Durata:75 min. Supporto: Digibeta o DVD)

L’estrema destra vista dall’interno: la sua musica, i capi, le alleanze, i rituali,
lo sdoganamento politico che sta aprendo ai nazifascisti italiani le porte del potere istituzionale.

La destra radicale in Italia può raggiungere il mezzo milione di voti e diventare determinante, in un quadro politico in cui ne bastano 25.000 a decidere chi governerà il Paese. Per questo viene sdoganata.

NAZIROCK racconta questo passaggio politico, usando come filo conduttore le band che infarciscono di testi fascisti la loro musica skin, oi, white power e punkadestra.

Il film apre con le immagini dei “due milioni” convocati a Roma dall’opposizione al governo Prodi, il 2 dicembre 2006, ma soprattutto racconta la Nashville dell’estrema destra: una grande manifestazione, organizzata da Forza Nuova, il movimento guidato da Roberto Fiore (condannato a nove anni per banda armata), che si è svolta a Viterbo, nel Lazio, con la partecipazione dei principali gruppi rock assieme a militanti e a leaders provenienti da Spagna, Germania, Francia, Grecia, Libano e Romania.
Alla manifestazione di Forza Nuova si vendono decalcomanie filonaziste, stemmi con la faccia di Hitler da applicare alle felpe, testi negazionisti che non temono di sfoggiare in copertina titoli come “Auschwitz: fine di una leggenda”.
Dal palco ascoltiamo politici e intellettuali provenienti dalla Germania, dalla Spagna, dalla Grecia, dalla Romania, discettare di “cataclisma multirazziale” e “Uomo Nuovo di fronte alla Decadenza”. Assistiamo fino a notte fonda, nel grande hangar che di giorno ospita i dibattiti, allo spettacolo dei concerti rock: una folla a braccio teso nel saluto nazifascista, giovani che srotolano un grande striscione, accuratamente stampato. Il testo, in caratteri cubitali: “PIU’ NAZISMO PER TUTTI”.
Tra i relatori, a Viterbo, forse il più applaudito è Luigi Ciavardini, condannato a 30 anni per la strage di Bologna, che dieci giorni dopo il suo intervento al Campo d’Azione viene arrestato per rapina. Appassionato anche l’intervento di Andrea Insabato, condannato a 12 anni, poi ridotti a 6, per l’attentato dinamitardo alla sede del Manifesto. Mentre gli Hobbit intonano un inno allucinato alla violenza negli stadi “Frana/la curva frana/sulla polizia italiana” che anticipa, e sembra invocare, gli scontri sanguinosi di Catania e la morte dell’ispettore Filippo Raciti
Ma ancora più interessanti e rivelatrici sono le interviste ai giovani che partecipano al meeting politico, facce da proletari, ragazzi che non hanno occhi cattivi, ma che potrebbero fare cose molto cattive, guidati da chi sa strumentalizzare la loro voglia di giustizia e la loro ignoranza a volte abissale. Li ascoltiamo senza commentare, li guardiamo, nel montaggio alternato coi brani nazirock, inframezzati ai materiali di repertorio che ricordano gli orrori e le distruzioni provocati da un’ideologia portatrice di morte e vergogna.
Un incubo che lascia spiazzati, perché la domanda è sempre la stessa: “Possibile che la storia non riesca a insegnare nulla?”

 

 

Piccoli film che non dovrebbero esserci - di Claudio Lazzaro
dal libro "Ho il cuore nero"

Nazirock lo vedo come il secondo episodio di una trilogia. Anche se il terzo film non lo farò mai.
In questo documentario, il secondo, racconto dall’interno la destra radicale, so